Ricevimento

Dopo la cerimonia, il ricevimento

La cerimonia di nozze, civile o religiosa che sia, si è conclusa, e ora è il momento di rilassarsi dopo le tante tensioni dell’organizzazione e festeggiare insieme ad amici e parenti l’inizio di una vita insieme. Ma come scegliere un ristorante per la nostra cerimonia, in qualsiasi grande centro italiano, come orientarsi fra le tante possibili scelte?

L’importante è non farsi travolgere da troppe considerazioni contemporaneamente; organizzare tutti gli aspetti di un matrimonio è già un lavoro complesso, e che genera tensioni, e almeno per quanto riguarda la parte dei festeggiamenti è bene affrontare l’argomento con animo sereno. Non sono poi molti, se vogliamo, i criteri davvero fondamentali di cui tenere conto:

1- Quanto dev’essere grande la sala? Sapendo quanti invitati avremo, è importante fare in modo che siano comodi e non schiacciati ai tavoli come sardine, ma allo stesso tempo, nemmeno dare loro l’impressione che la sala sia semivuota. L’ideale è che la sala sembri piena, ma rimanga spazio per spostarsi, e magari ballare – sicuramente la direzione del ristorante potrà aiutarvi.

2- Cosa vogliamo servire ai nostri ospiti? Scegliere il menù non è mai semplice: le possibilità sono infinite, e allo stesso tempo è complicato soddisfare i gusti di tutti, specie quando i convitati sono molti. D’altro canto, rispetto ai casi in cui ci si serve di un catering, la cucina completa di un ristorante potrà sicuramente adattarsi a preparare qualsiasi alimento, dandovi la serenità di non lasciare nessuno scontento!

3- Qual è il nostro budget? A tutti piacerebbe, almeno nel giorno di una festa così importante, poter dimenticare completamente il bilancio e non badare a spese; purtroppo, per i più questo non è possibile. Ma non perdiamo la speranza! Anche un budget non faraonico non deve corrispondere ad una festa deludente, tutt’altro. Puntiamo su piatti meno elaborati e più di sostanza, facciamo qualche compromesso sulle decorazioni e magari sul numero di invitati, e sicuramente troveremo il modo di organizzare un ricevimento che sarà, per noi come per gli invitati, assolutamente memorabile!

Un lavoro diverso: avviare un catering

Per caso, vi succede occasionalmente, o forse anche di frequente, qualcuna di queste cose?

1- Gli amici vi supplicano di cucinare la torta per le feste di compleanno dei loro bambini?

2- Chi ha avuto la fortuna di venire a cena da voi fa di tutto per ricevere un secondo invito e degustare ancora la vostra cucina?

3- I colleghi vi si avvicinano con la proposta di occuparvi della cena per la loro festa di fidanzamento?

Se vi succedono una o più di queste cose, complimenti! Può essere che avviare un servizio di catering sia esattamente l’attività che fa per voi. Ed è un impiego avvincente, mai stucchevole, e che può darvi grandi soddisfazioni; d’altro canto, è anche un lavoro complesso, per cui dovete tenere conto di mille dettagli diversissimi, dalle creme delle tartine alla scelta dei tavoli pieghevoli, e indubbiamente impegnativo.

Tenete infatti conto di un fatto importantissimo, e a cui pochi pongono attenzione: se un ristorante è un’attività permanente, e con un alto grado di invariabilità (menù che non cambiano per tutta la stagione, locali organizzati e fissi, clientela di tipo ragionevolmente uniforme) un catering è un vortice di cambiamenti, novità, e urgenze: è un po’ come avviare un nuovo ristorante ogni mattina per poi chiuderlo la sera stessa, sapendo che il giorno dopo si farà qualcosa di totalmente differente. Di sicuro un lavoro emozionante, ma anche ad alto rischio di frustrazioni.

Fra quelli che sono indubbiamente i vantaggi e i punti di forza dell’avviare un’attività di catering, uno assolutamente da non sottovalutare sono i costi di avvio, decisamente più contenuti di quelli necessari, ad esempio, per un ristorante. Consideriamo infatti che non avremo spese di affitto di un vasto locale, né le bollette corrispondenti, né dovremo acquistare, se non lo vogliamo, tovaglie, piatti e bicchieri – che possono essere facilmente noleggiati, in una grande scelta di fogge e materiali, da noi o dai nostri clienti per l’occasione, quando non sia il cliente stesso a fornirli.

D’altro canto, una paura che sicuramente non assilla il proprietario di un ristorante, ma è invece un pensiero incessante per chi si trova a gestire un servizio di catering, è quella legata al trasporto del cibo, questione non insignificante, specialmente nei casi in cui non si stia lavorando in una location dotata di cucina (nel qual caso si prepara tutto sul posto, e basta assicurarsi che gli ingredienti arrivino in ottime condizioni) ma ci si trovi a dover portare, ad esempio ad una festa in un parco o ad un meeting in ufficio, del cibo già pronto, con pietanze calde e fredde. Tutto va, in questo caso soprattutto, calcolato e verificato con esattezza: non vogliamo certo dover spiegare a 100 invitati nel mezzo di un parco che non abbiamo portato tazzine e quindi… niente caffè!

Soprattutto, brevemente, un’osservazione importante: non dimentichiamo mai che gettarsi in quest’avventura non è un hobby, ma un’attività – e non può quindi prescindere da ragionamenti di ordine rigidamente economico. Non stiamo più cucinando gratuitamente per amici e parenti, ma gestiamo un’azienda: se non pianifichiamo scrupolosamente spese e guadagni, e quantità di cibo da preparare (un errore comunissimo nel catering, quest’ultimo) rischiamo di veder dileguarsi tutto il nostro profitto, rendendo tanta fatica antieconomica. Attenzione!