Comunicazione

Ma perchè il mio marketing non funziona?

A volte è difficile capire.
Vi pare di avere il prodotto giusto, e di rivolgervi al mercato giusto. Anche la congiuntura sembra positiva, e così il momento dell’anno. Fate anche investimenti per un buon sito web, per una buona pubblicità, vi posizionate sui motori di ricerca…

…e non accade nulla. Neppure una reazione minima, un incoraggiamento: il mercato sembra non essersi nemmeno accorto che esistete. Cos’è andato storto? Per difficile che sia da accettare, è andata storta la cosa più immateriale di tutte, eppure una delle più importanti: la vostra “storia” di marketing non ha funzionato.

È sempre ragione di stupore e anche di nervosismo per chi non si occupa direttamente di marketing, ma la parte più vitale e importante del marketing è la storia che questo racconta alla potenziale clientela. Non l’enunciazione delle caratteristiche del prodotto, e nemmeno i benefici reali che esso può portare nella vita o nel lavoro di chi l’acquista; a fare presa sul pubblico, in realtà, è la narrativa legata al prodotto stesso. È la storia dell’uomo di successo e di fascino a vendere le Mercedes, non la lista delle loro prestazioni; è l’idea dell’amore eterno a vendere i diamanti, non un qualche valore a loro intrinseco.

Ma come si fa a trovarla, a farla funzionare, questa storia?

La risposta, come per qualsiasi storia, sta nel conoscere il proprio pubblico. Non potete , non è più possibile per nessuno, fondare il marketing del vostro prodotto su idee interne riguardo alla sua validità e perfezione; qualsiasi iniziativa di marketing votata al successo deve partire ormai dall’analisi puntuale, precisa, e disillusa del mercato di riferimento. Cosa fanno i potenziali acquirenti? Come vivono? Cosa amano, come passano il tempo, cosa sperano e cosa temono? Sono questi i mattoni sui quali è possibile, oggi, costruire una campagna di marketing di successo: ed è solo con quel supporto che il vostro ottimo prodotto, dagli ottimi risultati, troverà un mercato pronto ad acquistarlo con entusiasmo.

Che cosa sono i Roll Up

Che cos’è un “Roll up”? Avete presente gli espositori pubblicitari che spuntano qua e là per la città (e non solo)? Ecco, i Roll Up sono una categoria di espositori pubblicitari efficaci e moderni, atti e utilizzati in prevalenza per veicolare e comunicare un messaggio pubblicitario a forte impatto visivo.

Fra i Roll up abbiamo tantissimi modelli e tipologie diverse fra cui scegliere.
Tra i tanti modelli e formati vi ritroviamo i tipi mono e bifacciali, da interno ed esterno, completi di telo PVC 440g stampato ad alta qualità.

Un Roll up può essere usato e pensato soprattutto per comunicare un messaggio in posti e strutture in cui vi è una fortissima affluenza di persone che, attirate o comunque per forza di cose indirizzate a guardare tali espositori, saranno messe a conoscenza del nostro messaggio che intendiamo diffondere. Trattasi di una sofisticata, ingegnosa e dispendiosa (ma conveniente) manovra di marketing.

I Roll up trovano il loro impiego in tantissime strutture. Possono essere adibiti all’esposizione per i seguenti posti in cui è risaputo che l’affluenza di persone è piuttosto forte e ad alta intensità:

– negozi (soprattutto negozi di vestiti)
– fiere di qualunque tipo
– nei pressi di aziende
– showroom
– comuni e sedi comunali della città
– mostre e convegni
– centri commerciali (fortissima affluenza di gente e ottimo punto strategico di esposizione)
– palestre e impianti sportivi
– centri di benessere
– ristoranti, pizzerie e anche gelaterie
– autosaloni, motosaloni, concessionarie di auto, motorshow
– pub, discoteche e luoghi di intrattenimento \ divertimento
– associazioni, club e circoli privati

Possono essere applicati ovunque insomma, ma l’importante è che siano assolutamente in grado di attirare l’attenzione dando più valore al prodotto che intendiamo pubblicizzare, e per far questo è essenziale per un Roll up saper conferire maggior pregio ad ogni messaggio rendendolo più prezioso ed accattivante.

Debbono essere belli, accattivanti e pratici, così che i banner stampati sopra di essi (che pubblicizzano il prodotto) assicurino la qualità migliore e la masisma precisione nella realizzazione delle stampe.

Deve inoltre assicurarsi una elevata durata della stampa digitale a colori sia per interno che per esterno. Per garantire una più lunga durata la stampa del Roll up può essere protetta da una plastificazione trasparente che la fa diventare maggiormente resistente alle temperature elevate, intemperie e raggi UV.

Uffici Stampa: attenti a non incappare nei peggiori

Giornalista e ufficio stampa: Milano, Napoli, Torino o Roma, non fa differenza nel momento in cui parliamo di questa interazione essenziale fra due attori fondamentali della comunicazione. Il reporter è alla ricerca incessante di notizie, ossia di fatti che rivestano un tale interesse per i suoi lettori da poterli poi stampare sul proprio giornale; dal canto suo, l’addetto di un ufficio stampa segue la comunicazione sui giornali di un’azienda, o come suo dipendente nei casi delle società più grandi, oppure come consulente esterno, e il suo lavoro è quello di trovare la chiave che trasformi alcuni, fra i tantissimi fatti che accadono nella sua azienda, in notizie degne, appunto, della pubblicazione, e quindi dell’attenzione del giornalista. Non è complicato comprendere quanto sia importante questa funzione, e quindi quanta attenzione si debba porre nella selezione della persona a cui affidarsi per svolgerla. Il rischio, altrimenti, è quello di vedere la propria immagine gestita da figure raffazzonate e improvvisate, capaci di gaffe a metà fra l’ignoranza, l’arroganza e la semplice comicità. Leggetene tre, trovate girando per internet…

1)Addetto stampa: “Buongiorno, vorremmo proporle un articolo su quest’azienda”

Giornalista: “Ma qual è la notizia?”

A.S. “Nessuna: vorremmo un’intervista per parlare delle caratteristiche dell’azienda.”

Vale a dire, in breve, “Non abbiamo la notizia, ma abbiamo un desiderio disperato che si parli di noi, e una voglia ugualmente estrema di non pagare nulla per fare della pubblicità di qualsiasi tipo”.

Un giornalista pubblica notizie, non fa pubblicità gratuita. E questo è ancora più prevedibile se ci fermiamo a pensare che il suo giornale la pubblicità sulle proprie pagine la vende, e quindi non ha interesse a regalarla. Non chiediamo l’impossibile, o almeno non facciamolo in modo tanto palese.

2) Addetto stampa: “Potremmo dare un’occhiata al titolo?”

Questa è più sofisticata della precedente, ma anche meno “sincera” e, se vogliamo, più insultante. Qui si lascia opportunità al giornalista di comporre il proprio articolo, ma ci si pone nella situazione, piuttosto conveniente, di giuria della sua adeguatezza. Ossia ancora una volta si fraintende il compito del giornalista, che è di scrivere un articolo che dia una notizia ai suoi lettori, e non un articolo che parli (meno che mai nella luce che desidereremmo noi) della nostra azienda. Possiamo disquisire della headline di una pagina pubblicitaria, non del titolo di un articolo che ci riguarda.

3) da una mail di un addetto stampa: “ Ci terremmo che identificasse l’intervistato esattamente come abbiamo scritto nella mail”.

Nella mail in questione c’erano, circa, una trentina di righe contenenti tutti i titoli, le qualifiche, e le posizioni passate e presenti ricoperte dall’intervistato. Oltre ad una certa dose di presunzione nel provare a strappare al giornalista (che, ricordiamolo l’ultima volta, non scrive per NOI, ma per i suoi lettori) l’inserimento di dati per niente pertinenti con il tema dell’intervista, qui si rivela una profonda ignoranza delle regole più basilari della scrittura, non solo giornalistica. Come si può pretendere che in un articolo, o in un’intervista, un giornale pubblichi trenta righe di titoli e qualifiche dell’intervistato? Nessun lettore le degnerebbe di uno sguardo. Un addetto stampa può anche non essere un giornalista, ma è bene che conosca almeno i rudimenti delle regole che governano questo mestiere.

Le conferenze stampa: come farle funzionare

Sono tanti i lavori che, nel loro insieme, vanno a costituire quell’attività complessa e interessante che è la gestione della comunicazione di un’azienda piccola o grande. Ma pochi sono emozionanti come l’organizzazione conferenze stampa: occasioni uniche per annunci importanti come fusioni, nuovi prodotti, o l’introduzione di una tecnologia innovativa, che si desidera naturalmente far giungere al pubblico nella forma migliore e attraverso canali qualificati, che sia a livello nazionale oppure circoscritto. Non è possibile, chiaramente, ridurre un lavoro così fondamentale a semplici regolette elementari; si possono però riconoscere pochi consigli validi, e semplici, per iniziare la preparazione con il piede giusto:

1) Scegliere con cura chi parlerà, e prepararli con attenzione

Questo primo avvertimento potrebbe, a qualcuno, sembrare poco rispettoso di quanto siano in effetti importanti le notizie e le comunicazioni, di ogni tipo, che saranno tema della conferenza stampa in oggetto, ma in realtà non fa che formulare una regola ben conosciuta e testata della comunicazione di qualunque idea: il canale vale quanto il messaggio, e la selezione delle persone che esporranno i vostri annunci – così come il modo in cui lo faranno – peserà probabilmente, sull’effetto finale e sulla ricezione delle notizie importanti che dovete presentare, molto più del contenuto delle notizie stesse. Come scegliere? La logica raccomanderebbe di deputare il compito ad un esperto di comunicazione o di marketing, ma d’altro canto, sia per un fatto di corretttezza che anche di validità comunicativa e d’immagine, è importante dare voce a chi è stato principalmente coinvolto negli eventi che si andranno a spiegare. La scelta migliore è quindi quella di accoppiare le cose, affidando la gestione e il coordinamento della comunicazione ad un esperto del settore, e riservando ruoli e parti precise a chi ha portato, nei fatti, a far accadere quanto stiamo raccontando ai giornalisti.

2) Identificare una location appropriata

Se per un invito a cena non c’è posto migliore della propria casa, con tutto il suo stile e le sue tipicità, non è invece sempre detto che la sede effettiva della propria Azienda sia necessariamente il luogo migliore per organizzare una conferenza stampa. Perchè questa possa filare liscia e avere i massimi risultati, infatti, occorre anzitutto uno spazio adeguato al numero di convenuti, che non sempre è facile, o addirittura possibile, trovare in un ufficio. Meglio, dunque, affittare una sala appropriata in un hotel o in un centro direzionale vicino; e oltre a questo, è indispensabile assicurarsi che i giornalisti abbiano tutte le comodità necessarie a poter inviare velocemente e facilmente in redazione i propri reportage, come ad esempio un’eccellente copertura Wi-Fi, o se sarà presente la radio, un collegamento ISDN.

3) Realizzare una Cartella Stampa a regola d’arte

Sovente la si prepara di fretta e senza cura, e invece la Cartella Stampa è fondamentale per generare interesse: va pensata come una Brochure per i giornalisti, che presenti il vostro evento, e merita quindi la stessa cura che dedicate ai vostri altri materiali promozionali. Ricordate che, oltre ad ampliare le probabilità che il vostro annuncio durante la conferenza stampa arrivi ad essere presentato in un articolo, crearvi una buona nomea con i giornalisti significa anche potervi posizionare come figure a cui si rivolgono per un parere sul vostro settore, e quindi autorità nel vostro campo: un’ottima pubblicità.