Anti-crisi

Quando lo spreco è in agguato: il rubinetto che gocciola

Fra le tante piccole disavventure che possono verificarsi in una casa – una finestra che non si chiude bene, un vetro che si rompe, una macchia d’umido su una parete,il riscaldamento che non funziona o una lampadina che si fulmina – il rubinetto che gocciola potrebbe, da un certo punto di vista, sembrare una delle meno preoccupanti. In fondo non è altro che una questione di rumore, e chiudendo la porta, o abituandosi, dopotutto si può benissimo non farci caso, non è vero? Si può anche, parrebbe, trascurare di ripararlo.

Ragionando così, tuttavia, stiamo tralasciando di considerare un problema molto più concreto e meno soggettivo che è strettamente legato ai rubinetti guasti o rotti: quello economico e dovuto allo spreco dell’acqua. Siccome infatti vediamo cadere soltanto poche gocce, potremmo pensare che la quantità d’acqua che viene inutilmente consumata sia insignificante; questo è però uno di quei casi in cui le cose sono diverse da come appaiono. Una goccia al secondo – che peraltro non è neppure uno sgocciolio particolarmente rapido – si traduce, nell’arco delle ventiquattro ore di una giornata, in quasi venti litri. Una cifra che fa pensare, specie se ricalcolata su base settimanale o peggio mensile.

La buona notizia, d’altro canto, c’è: si tratta di un guasto che si può riparare da soli, con semplicità, e non richiede nemmeno, di solito, di chiamare un idraulico professionista. È sufficiente recarsi in un negozio specializzato, anche un buon ferramenta, e identificare con l’aiuto del gestore il modello esatto di dispositivo che dovete riparare; i ricambi per rubinetti sono disponibili per tutte le marche e per ogni genere di guasto, e non vi sarà difficile trovare quello che vi occorre, con un po’ d’attenzione. Per quanto riguarda la parte pratica del lavoro, niente paura: anche qui si tratta di cosa semplice, e in un non più di un’ora, utilizzando i comuni attrezzi della vostra cassetta, riuscirete a smontare e rimontare il rubinetto rimettendolo in perfetto funzionamento. Tutto questo senza la spesa di un idraulico: e poi, volete mettere la soddisfazione?

Come costruirsi un piccolo reddito aggiuntivo

Una cosa è certa: per quasi tutti noi, questi anni di crisi sono faticosi da affrontare. Poche certezze, poco lavoro, poche speranze per il futuro, e soldi che, per una ragione o per l’altra, ogni mese sembrano finire sempre prima. In questi periodi, ci si aspetterebbe di poter integrare con qualche piccola rendita dagli investimenti fatti, con le eccedenze, negli anni in cui le cose andavano meglio; ma disgraziatamente la crisi ha colpito anche quel settore, e ci si barcamena fra investimenti sicuri ma a rendimenti insoddisfacenti, e investimenti con buone probabilità di guadagno ma rischio decismente troppo elevato. C’è però una possibilità alternativa, che sempre più persone stanno scegliendo: quella di investire nell’avviamento di piccole attività self-service, i cui rendimenti paiono, se non astronomici, soddisfacenti. Un caso oggi molto diffuso è quello dell’aprire una lavanderia a gettoni.

Il motivo fondamentale per cui si possono considerare le attività self-service come un genere di investimento, anzichè un secondo lavoro, è molto semplice: non richiedono tempo per essere gestite, anzi passarvi la giornata per il titolare è, in effetti, espressamente proibito dalla legislazione. Per questo motivo, una volta comprate le attrezzature e avviata l’attività, questa continua da sola, generando i suoi introiti automaticamente – proprio, se vogliamo fare un paragone, come la cedola di un titolo di stato o gli interessi su un investimento. Inoltre, non avendo operatori nè impiegati, hanno anche una gestione semplificatissima e dei costi vivi limitati alle spese energetiche e d’acqua e all’affitto, che per i piccoli locali necessari risulta anche ridotto.

Intendiamoci: questi sono vantaggi comuni a tutte le attività self-service, e non sono in alcun modo specifici delle lavanderie a gettone. Queste ne presentano anche altri, non indifferenti e nettamente peculiari, che le rendono un investimento potenzialmente superiore e preferibile ad altri simili. Una lavanderia a gettone offre infatti un servizio che ha tre fattori specifici e indicatori di ottimi guadagni potenziali: è infatti semplice (I macchinari sono di uso pressochè banale per l’utente) essenziale (tutti fanno il bucato) e economico (I risultati di lavaggio di macchine professionali vengono offerti ad un prezzo irrisorio).

Evidentemente, questo non significa – sarebbe impossibile – che aprire una lavanderia self-service equivalga all’aver risolto, senza una inquietudine nè una difficoltà e per sempre – I propri problemi economici. Come qualunque altra attività, anche questa può essere danneggiata, in maniera ora tenue, ora grave, ora catastrofica, da una serie di errori, soprattutto commessi durante l’avviamento, e che possono capitare a chi si trovi ad essere alla sua prima esperienza e a mancare di conoscenze specifiche. Esistono, proprio per questa motivazione, società che offrono servizi di consulenza esperta e di apertura “chiavi in mano” di lavanderie self-service<. Ad ogni modo, è possibile riconoscere facilmente tre buoni consigli da seguire quando ci si lancia in questa attività, per scongiurare gli errori più grossolani che potebbero compromettere i propri rendimenti: 1- selezionare con cura la location, per avere alti afflussi di persone; 2- selezionare con cura i macchinari: macchine diverse hanno rendimenti, e costi, molto diversi; 3- scegliere con cura I manutentori: il fermo macchina va evitato e comunque ridotto nel tempo il più possibile con interventi rapidi.

Self-service: la lavanderia a gettoni

Recessione: poco lavoro, insicurezza per il futuro, e soldi che, per quanto si stia attenti, sembrano non bastare mai.

Nel frattempo, i rendimenti di titoli di stato, conti correnti, e altri tipi di investimento sicuro sono insoddisfacenti… e quelli degli investimenti più rischiosi, troppo incerti.

L’alternativa, per generarsi un introito mensile aggiuntivo, è trovare un metodo di investimento attraente per il modesto capitale dei propri risparmi – e fra i più interessanti e redditizi degli ultimi anni va rilevato un vero boom per le piccole attività self- service, fra cui spicca decisamente lalavanderia a gettoni.

Questa scelta d’attività presenta infatti non solo tutti i vantaggi dei tradizionali self-service, ma anche punti di forza tutti suoi, di assoluto rilievo.

Questo tipo di piccola impresa infati gode innanzitutto, com’è naturale, di quel grandissimo vantaggio che è comune, ed è un po’ il massimo punto di forza, di tutte le attività self-service: gestirlo non richiede un investimento di tempo, neppure minimo, dato che il titolare per legge non può, neanche se volesse, passare la giornata nei locali della lavanderia.

E da questo deriva la facoltà di considerare un’attività di questo tipo in maniera similare ad un investimento di tipo finanziario: è possibile affiancarla al proprio lavoro ordinario, e lasciare che renda senza doversene occupare più di tanto.

Altro considerevole vantaggio del self-service è che, mancando di dipendenti, necessita di spazi molto più ridotti; questo elimina un costo vivo, quello degli stipendi, e ne riduce molto un altro, quello degli affitti.

Altro è, nondimeno, il vero, grande punto di forza che caratterizza la lavanderia a gettoni e la rende un investimento superiore, per natura e rendimento, a tanti altri tipi di attività self-service che si possono aprire; stiamo parlando della natura stessa dell’impresa, e del servizio che essa offre.

Infatti, differentemente da altre attività, una lavanderia propone un servizio di base, a modesto costo, e di grande semplicità; e questa somma di fattori non fa altro che accrescere le probabilità di successo della lavanderia stessa, abbassando significativamente quel rischio d’impresa che, sempre, preoccupa chi vuole aprire un’attività.

Non si pensi, naturalmente, che però quello in una lavanderia a gettoni sia un investimento scontato, o nel quale gettarsi a occhi chiusi e senza considerazione. Particolarmente alla propria prima esperienza, quando più è facile commettere nelle scelte iniziali errori banali ma pericolosi per la buona riuscita della propria impresa, è consigliabile spendere un po’ di tempo nel guardarsi intorno e affidarsi a società con una seria e comprovata esperienza nell’apertura di questo tipo di attività, per farsi supportare sui punti di maggior perplessità.

In questa attività, sono quattro i punti fondamentali a cui prestare attenzione, e sui quali nel caso cercare sostegno:

1. evitare i franchising: in questo specifico campo, il vantaggio offerto dall’adesione ad una catena è marginale, e non vale la perdita di utile derivante da royalties e costi accessori che graveranno sempre sui ricavi. Se viceversa ci si limita ai costi vivi dei macchinari, si può sperare verosimilmente di ammortizzare l’intero investimento in soli tre anni.

2. scegliere con cura la location: fattore significativo in qualsiasi attività, non fa eccezione qui: scegliere il posto giusto per passaggio e strutture vicine, e allo stesso tempo che contenga i locali adatti per far funzionare l’impresa, è indispensabile per il successo della vostra lavanderia a gettoni.

3. scegliere macchinari adeguati: Osservate con competenza, due lavatrici professionali sono estremamente diverse – e in quella differenza sta una parte ragguardevole del vostro successo. Questa spesa iniziale di importanza capitale va affrontata avvalendosi dei consigli esperti di una persona qualificata.

4. assicurarsi dell’assistenza tecnica: Un fermo macchina è un problema paralizzante, per una lavanderia a gettoni: rovina la vostra nomea e blocca i vostri introiti. Mancando gli elementi di cortesia e servizio – è un’attività self-service! – dovete essere sicuri che il pubblico trovi sempre tutto in pieno funzionamento – e assicurarvi quindi un’assistenza tecnica di prima categoria.

Cambiar vita: dalla scrivania al bancone di una gelateria

Non per tutti un lavoro d’ufficio è l’ occupazione ideale; e non significa necessariamente che per gli altri il sogno sia non fare nulla tutto il santo giorno. Ci sono persone per cui un rapporto con le persone è fondamentale, anche e soprattutto sul lavoro; e spesso, per alcune di queste persone, ha anche grande rilevanza lavorare con qualcosa di fatto con le proprie mani – un impulso, se non vogliamo chiamarlo artistico, sicuramente però creativo e positivo, e che poco probabilmente può essere soddisfatto lavorando ad una scrivania.

Fra le tante imprese che è possibile intraprendere per congiungere l’ovvia necessità di un reddito soddisfacente con la soddisfazione legittima di tali desideri di cambiamento, una sta acquisendo, specie nel nostro paese, una certa prominenza: la decisione di aprire una gelateria, o anche una yogurteria.

Aprire questo genere di attività, infatti, è senza alcun dubbio un totale rinnovamento di prospettiva – sia economico, sia proprio dal punto di vista della quotidianità che si vive durante il proprio lavoro – rispetto a qualsiasi tipo di lavoro d’ufficio, che sia dirigenziale o impiegatizio. Di sicuro, lavorare come gestori di una gelateria ha delle caratteristiche particolari, diverse da quelle di qualsiasi altro genere d’attività anche nel campo della ristorazione, e unisce precisamente le due spinte di cui, poche righe sopra, stavamo parlando: da una parte, la gratificazione reale di applicarsi ad un lavoro autonomo, creativo, indipendente e con forti rapporti umani, che ha anche un alto tasso di manualità, e dall’altra delle possibilità di ritorno economico nettamente degne di attenzione.

La marginalità legata ad una gelateria, infatti, è sicuramente significativa: le materie prime sono economiche, e il prodotto finito offre ricavi di tutto rispetto. Inoltre, il che forse è perfino più attraente, in una gelateria si vende un prodotto che piace realmente a tutti, e che per molti mesi all’anno viene consumato da persone di tutte le età, anche nel corso di una semplice passeggiata: basti pensare alla facilità con cui, in estate, si decide di passare a prendere un gelato, o al modo in cui, sempre, l’apertura di una nuova gelateria vede folle di curiosi (e di golosi!) assieparsi per assaggiare la produzione. E sebbene sia molto meno noto nel nostro Paese, anche il Frozen Yogurt è un prodotto interessante, con molta meno competizione e più di moda, soprattutto fra i giovani e i giovanissimi – tutte premesse ottime per un’attività di successo.

Com’è comprensibile, questo lavoro, come tutti, prevede anche delle complicazioni e delle criticità: non è senza dubbio un’occupazione senza pensieri, o senza difficoltà. Al contrario, proprio come per qualsiasi attività autonoma, è proprio il momento dell’apertura quello più pieno di criticità e col maggior rischio di commettere errori apparentemente banali e poco importanti, ma in realtà pericolosi per il buon esito futuro della nuova gelateria. Ed è per questo motivo che è poco consigliabile, specie agli esordienti, tuffarsi a capofitto nell’impresa; è preferibile appoggiarsi a società specializzate – ne esistono molte – che possiedano le competenze per consigliare efficacemente il futuro imprenditore sulla scelta del locale, sull’arredo e sui macchinari necessari, e naturalmente su come, realmente, si prepari un gelato che tutto il quartiere voglia gustare spesso e volentieri.